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Milano, la 'ndrangheta allunga le mani sugli appalti

«Anche noi abbiamo sottovalutato il problema. Ora però l'allarme è scattato davvero, ora il contrasto alle infiltrazioni malavitose è il nostro primo obiettivo». Claudio De Albertis è il presidente di Assimpredil, l'associazione che riunisce le imprese edili di Milano e Provincia.

Le mani della 'ndrangheta sugli appalti, «il virus che ha infettato il tessuto sano». E le accuse, precise e circostanziate, degli stessi magistrati che hanno condotto le inchieste: gli imprenditori hanno taciuto, l'omertà è calata anche in Lombardia.

«Anche noi abbiamo la nostra parte di responsabilità, è vero. Dovevamo denunciare, ci si dice. Ma non è facile, mi creda. Perché le informazioni che abbiamo noi, rispetto alle imprese che ci mettiamo in cantiere con i subappalti, sono scarsissime. E noi abbiamo sempre reclamato a tutti i livelli istituzionali strumenti più efficaci per poter distinguere le impresa "sane" da quelle "infiltrate". Ma qui, a Milano, in Lombardia, qualche passo avanti importante è stato fatto».

«Negli ultimi mesi abbiamo sottoscritto accordi fondamentali. Con la Regione e le Ferrovie nord abbiamo condiviso un protocollo di legalità. Ancora prima, con il Comune avevamo firmato un altro accordo sulla sicurezza e la regolarità dei cantieri. Il problema semmai è che tutte queste clausole vanno messe nero su bianco nelle normative di settore. Per capirci: se nei cantieri pubblici ormai la disciplina è più che rigorosa, bisogna stringere le maglie invece sui cantieri privati. Per questo dico che i protocolli che abbiamo sottoscritto ora vanno recepiti nel futuro regolamento edilizio del Comune».

«C'è un altro appuntamento
importante. Tra pochi giorni firmeremo in prefettura un altro accordo, un altro protocollo sulla legalità nei cantieri. Permetterà di disporre di una check-list, una elenco di informazioni che consentiranno agli imprenditori di vagliare la correttezza e conformità dell'operato dei propri subcontraenti. E anche questa per noi è una clausola particolarmente onerosa, anche dal punto di vista economico, perché presuppone risorse appositamente dedicate ai controlli».

«Non è un compito
semplice quello che ci viene chiesto. È opportuno che lo ripeto: il circuito d'informazioni che abbiamo a disposizione non è ancora sufficiente».Interi comparti in mano alla criminalità. Il movimento terra, per esempio. Condivide l'allarme? «Inutile nasconderci, il pericolo infiltrazioni esiste. Ma, mi creda, l'obiettivo della massima legalità è un valore ormai irrinunciabile per gli imprenditori "sani", che sono la stragrande maggioranza, che lavorano nell'edilizia. Alla pari, esattamente alla pari, di altri valori per noi "sacri". La legalità è come la concorrenza e la libertà d'impresa».

Fonte: repubblica.it

 

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